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April 24 - "Invincibili" di Jolanda Catalano - E' bello constatare che, a volte, gli imprevisti piacevoli non sono solo roba da soap opera a basso costo.
Oggi sono andata al centro "Il tempio di Afrodite" (....sic!) per la seduta di pressoterapia, e dovendo attendere un po' ho avuto occasione di scambiare due chiacchiere con la madre della titolare, la signora Jolanda Catalano.
E' una donna sui 40-50 anni (almeno credo), con una di quelle facce che non puoi dimenticare per la prepotente originalità, espressività, intensità, dotata di una garbata ma spiccata comunicatività (e se metto un altro accento sulla a mi viene l'esaurimento nervoso)...e insomma parla che ti parla, ho scoperto che scrive poesie...e parla che ti parla, è stata così gentile da regalarmi un libricino che ha pubblicato, con tanto di dedica alla sottoscritta, che non ha esitato a leggerlo dall'inizio alla fine approfittando dei 20 minuti di pressa.
Sa di monologo teatrale. E' il racconto della vita dell'uomo/maschio a partire dalla nascita, con riferimento particolare alla figura della donna/femmina, nelle varie dimensioni di madre, sposa, amante...ed è bellissimo.
In realtà è esattamente come lei: solenne, eppure gentile; impegnativo, eppure coinvolgente. Descrive un uomo imperfettissimo ma estremamente saggio nell'imperfezione del suo viaggio...un uomo individualista e precipitoso, ma amato con profonda cognizione di causa da una donna che riconosce la bellezza prima che si schiuda...un uomo irrequieto, inquieto, traditore, pentito, perdonato dalla sposa ma irrimediabilmente condannato da se stesso ad una vita di ricerca, in cui l'amore (per la donna, per il figlio) è un sentimento immenso ma mai davvero posseduto.
Un uomo eccezionale. Ed al tempo stesso strano, perchè è una donna a dare voce a quest'uomo così intenso, così imperfetto, saggio, e così irrequieto e sensibile...
...sono tornata a casa, ed ho continuato a pensare. Alla signora Jolanda, alle sue poesie, all'uomo, alla donna.
Ho pensato alla signora Jolanda che ha dato voce ad un uomo che non ha niente di femminile, e che è meraviglioso proprio perchè uomo, nonostante la sua imperfezione.
Ho pensato al libro di Fabio Volo che ho letto qualche giorno fa: "Dall'altra parte del binario", che vorrebbe parlare di una donna che realizza se stessa nel momento in cui scopre la propria, autonoma forza...ed invece riesce solo a far sembrare uomo, e per di più neanche tanto attraente, una ragazza infilata in una abitino giallo ed aderente.
E mi sono sentita talmente fiera ed onorata di essere donna, talmente orgogliosa e profondamente grata di essere femmina...che mi sono quasi vergognata. April 16 - Il diario di Etty Hillesum ed altre storie - Strana sensazione, ritrovarsi così perfettamente in sintonia con i pensieri, le emozioni, le passioni e le riflessioni di una ragazza che aveva la mia età nel 1941.
Forse non è, in sè, un fatto strano; forse si tratta di un modo di essere comune a tante persone della mia età, a prescindere dal periodo storico. Eppure quel modo di amare le parole e trovarvi rifugio, quell'irrimediabile bisogno di pensare, di scrivere, di riportare a formule e regole le emozioni come unico modo per comprenderle, quell'incapacità di abbandonarsi e quella insuperabile tendenza a concentrare in testa ciò che dovrebbe stare nel cuore...sono talmente radicati in me, sono talmente profondi ed innati, che mi rifiuto di credere siano comuni a tutte le 27enni della storia d'Europa. Ciò premesso, è stata una brutta giornata. Il lunedì non è mai un giorno di particolare entusiasmo, a dire il vero, ma quando fin dal risveglio anche le piccole banalità quotidiane segnalano malfunzionamenti del sistema dovrei imparare ad abbassare la tapparella, chiudermi a chiave in stanza e raccomandarmi a qualche divinità pagana particolarmente potente.
Drammatizzo troppo? Probabile, ma se stamattina avessi seguito le mie geniali intuizioni non sarei di certo qui seduta a non lavorare ed ad effondere malinconia da ogni poro. Questa vita è un susseguirsi continuo di piccole rivoluzioni, e noi non siamo altro che campi di battaglia a disposizione degli eserciti che ci capitano in sorte, giorno dopo giorno. Sul mio campo proprio oggi si sono levate le trombe giallorosse del Signor D., ed eserciti (di poetica memoria, si, ma pur sempre eserciti) hanno marciato silenziosi, sicuri, scoccando un'unica freccia verso il nemico. Che poi sarei io. La freccia mi ha colpito, ma neanche poi così profondamente. In fondo me l'aspettavo. A dire la verità, ero certa che le cose sarebbero andate esattamente così. A questo mio magnifico cervello resta solo da spiegare perchè ho atteso così tanto per un risultato che avrei potuto ottenere tranquillamente due mesi fa. April 03 - e(ca)cografia renale -Signorina...ma lei mangia sabbia?
...ovvio che no...
Ci avrei giurato. Ma allora l'unica conclusione plausibile che posso trarre da questa econgrafia è che lei mangia decisamente troppa cioccolata...
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